Il vento cambierà anche a Rieti. Anzi, è già cambiato.

Amministrative e Referendum. Due battaglie politiche perse dal governo e sopratutto da Berlusconi. Un uno-due micidiale. Nel primo caso, fu proprio il premier a trasformare "semplici" elezioni per il rinnovo di consigli comunali e provinciali in un plebiscito sulla sua persona, perdendolo clamorosamente. Stavolta ha tentato di sviare l'attenzione, ma la maggioranza assoluta degli italiani ha deciso di partecipare al referendum per abrogare leggi fondamentali del suo governo e per la cultura conservatrice di questo paese. Liberismo, energia nucleare, e immunità dai giudici, sono tre argomenti essenziali nel programma del PDL.
In più. Le hanno provate di ogni per impedire che si svolgesse il referendum sul nucleare e per far passare la consultazione sotto silenzio nella speranza dell'ennesimo fallimento di questo strumento di democrazia diretta. Il risultato è il quorum che non si raggiungeva da sedici, lunghi, anni. Ed una valanga di si a tutti i quesiti.
Per questo motivo una consultazione che in teoria non dovrebbe avere valore politico, finisce per diventare una vera e propria sconfitta elettorale del peso pari a quella subita a Milano e Napoli.
Ed è significativo che, nonostante Berlusconi faccia spallucce, molti maggiorenti del PDL parlino esplicitamente di sberla per il governo, ormai minoranza nel paese.
Che decida di dimettersi o scelga di tirare a campare, magari acquistando i servigi di qualche deputato da riporto, la parabola del pres del cons è conclusa. L'Italia ha voglia di cambiamento. Gli Italiani, ed i giovani sopratutto, hanno voglia e bisogno di cambiamento.
E questo, dati dei ref alla mano, vale anche per Rieti. Sta a noi ora, saper coinvolgere gli abitanti della nostra città, le risorse di cui dispone, e le giovani generazioni, sopratutto, in un grande progetto per il futuro della comunità reatina.
Abbiamo una grande responsabilità. Quella di saper cogliere un'opportunità unica per far svegliare Rieti dal letargo.